La moda online: comprare risparmiando

Il risparmio onlineInternet fa parte ormai della quotidianità di milioni di persone, che lo utilizzano sia per scopi lavorativi che personali. In quest’ultimo caso i siti di e-commerce rappresentano il luogo ideale per effettuare i propri acquisti di capi di abbigliamento, calzature ed accessori all’ultima moda, risparmiando così tempo e denaro.

La rivoluzione degli acquisti online

Al giorno d’oggi la società si basa su ritmi frenetici e non sempre si trova il tempo di fare tutto, men che meno dedicarsi ad un pomeriggio di shopping in totale relax. Ecco perché le vendite di capi di abbigliamento su internet stanno vivendo una stagione davvero fortunata, e sempre più persone scelgono proprio il web per dedicarsi allo shopping.Sul mercato hanno fatto la loro comparsa, negli ultimi anni, decine e decine di siti di e-commerce specializzati nella vendita di abbigliamento per corrispondenza, e purtroppo c‘è da dire che non tutti sono ugualmente degni di fiducia. Per questo, un consiglio sempre valido è quello di rivolgersi solo alle aziende note e con una lunga esperienza alle spalle, che offrano non solo prodotti di ottima qualità ma anche una ampia gamma di servizi al cliente e di garanzie, come ad esempio la formula “soddisfatti o rimborsati”.

I vantaggi dell’acquisto di capi fashion su internet

Acquistare capi di abbigliamento ed accessori su internet presenta numerosi vantaggi, a partire dal fatto che in rete è possibile accedere ad un assortimento tanto vasto da non essere paragonabile nemmeno al più rifornito dei negozi fisici. I siti di e-commerce specializzati nella vendita di capi di moda spesso offrono ai propri clienti le ultime novità fashion ancor prima che esse arrivino sugli scaffali di boutique e grandi magazzini, e a prezzi decisamente più bassi. Proprio la questione legata al risparmio è uno dei segreti del successo delle vendite online, dal momento che spesso è possibile approfittare di prezzi molto inferiori a quelli di listino. Sui siti di e-commerce, ad esempio, fanno la loro comparsa periodica offerte speciali e sconti vantaggiosi riservati ai clienti registrati, e in questo modo è possibile risparmiare anche il 25-30%. Da non trascurare, infine, è anche la comodità di poter acquistare rimanendo comodamente a casa propria, per poi ricevere la merce tramite corriere.

Foto: Bobby Earle – Fotolia

Il mercato dell’elettronica di consumo in Italia

L'Italia e le vendite on lineCartucce, toner, stampanti, ma anche computer, tablet e dispositivi elettronici in generale: nonostante la crisi economica che ormai imperversa a livello mondiale da alcuni anni, questo settore sembra rimanere uno dei pochi a registrare performance positive. Il mercato di cartucce e stampanti, in particolare, è in Italia piuttosto dinamico.

I consumi degli italiani visti dalle statistiche

Secondo gli ultimi dati disponibili, il valore del mercato italiano relativo all’elettronica di consumo è pari a circa 6 miliardi di euro all’anno, un giro d’affari che può sembrare molto ‘sostanzioso’ ma che in realtà sta vivendo una fase di contrazione da qualche anno a questa parte. I settori che soffrono di più sono, in particolare, informatica, telefonia ed office equipment. In quest’ultimo caso, il trend complessivo non è dei più esaltanti ma gettando uno sguardo più in profondità ci si accorge che qualcosa sta cambiando nelle abitudini dei consumatori. Sembra infatti che gli italiani prediligano sempre di più acquistare stampanti multifunzione, in grado quindi di essere utilizzate non solo per la stampa ma anche come scanner, fotocopiatrici e per inviare fax. In contrazione è invece il mercato delle stampanti “classiche”, dal momento che questi dispositivi sono meno funzionali e considerati ormai abbastanza sorpassati. Nell’ambito dei dispositivi “all in one”, in particolare, sono le stampanti laser color a ritagliarsi la frazione più corposa dell’intero mercato, spodestando dal primo posto quelle a getto d’inchiostro. Complessivamente, ogni trimestre in Italia si spende qualcosa come 400 milioni di euro per questi dispositivi e i relativi consumabili (cartucce e toner).

La vendita di consumabili in Italia

I consumabili più venduti in assoluto sono quelli del tipo multipack, ovvero che all’interno di una sola confezione contengono un kit completo di cartucce per stampante. Questi multipack sono sempre più preferiti dai consumatori dal momento che sono più pratici ed economici rispetto alle cartucce vendute singolarmente. Per quanto riguarda invece le confezioni singole, quelle per stampanti monocromatiche (bianco e nero) rimangono in assoluto le più vendute. Per saperne di più riguardo al mercato italiano dell’elettronica di consumo e in particolare al settore dei consumabili, si consiglia di cliccare sul seguente link: http://www.toner24.it.

Foto: Lincoln Rogers – Fotolia

Dal Carnevale d’Abruzzo a Francavilla

Il Carnevale abruzzeseIl Carnevale francavillese, conosciuto anche come “Carnevale d’Abruzzo”, è una tradizione che risale agli anni Cinquanta e richiama migliaia di visitatori ogni anno, attratti da carri allegorici, musica e balli. A Francavilla il Carnevale è una vera e propria istituzione, che vede l’impegno e la partecipazione di diversi gruppi folcloristici locali.

Il Carnevale di Francavilla al Mare

Francavilla al Mare è una località di circa 20 mila abitanti situata in provincia di Chieti, che è famosa in tutto Abruzzo (e non solo) per il suo allegro Carnevale. Questa tradizione si celebra sin dal 1956 quando, con un’iniziativa locale, si decise di trasformare le celebrazioni precedenti l’inizio della Quaresima in un importante appuntamento fisso. Inizialmente era un gruppo folcloristico locale, conosciuto con il nome di “Zazzà in cerca di Zuzzù”, ad esibirsi per le strade del paese, ma ben presto i cittadini si organizzarono in un Comitato allo scopo di coordinare lo svolgimento delle celebrazioni del Carnevale. Attualmente il Comitato si avvale anche del contributo dell’amministrazione del Comune di Francavilla al Mare.
Nel corso delle sfilate di Carnevale è possibile ammirare carri allegorici realizzati in cartapesta da artisti locali, che ritraggono in modo satirico politici o personaggi del mondo dello spettacolo. Il corteo si snoda lungo le vie del paese, accompagnato da balli, canti e musica, e dalla folla in maschera nella quale vi sono sempre moltissimi bambini. Tipicamente le sfilate si svolgono nell’ultima domenica prima dell’inizio della Quaresima, il martedì grasso e la domenica successiva.

Una visita a Francavilla al Mare e dintorni

Approfittando di una visita al Carnevale di Francavilla è possibile esplorare i dintorni della città, ad esempio lungo la costa adriatica. Chi arriva da lontano, magari in treno oppure in aereo allo scalo di Pescara, può ad esempio ricorrere al noleggio auto in modo tale da potersi spostare in modo pratico e completamente indipendente. Per noleggiare un’auto è possibile ricorrere alle diverse agenzie che si trovano in aeroporto ma anche nei principali centri abitati.
Per trovare utili informazioni in merito al noleggio di auto in questo angolo di Abruzzo, si consiglia di cliccare sul seguente link: www.autonoleggio-online.it.

Foto: Gaetan Leprince – Fotolia

I giovani abruzzesi, speranza del futuro di una terra difficile

Speranza per un futuro tutto da ricostruireNon è possibile parlando della splendida regione dell’Abruzzo non avere un cupo ricordo che ci riporta all’anno del grande terremoto, uno sconvolgimento sismico che ha provocato enormi e ingenti danni a diversi luoghi a cominciare dal suo capoluogo.

I giovani abruzzesi per rialzarsi

In questo clima che fino ad appena due anni fa, e cioè il 2009, anno del cataclisma appena citato, era molto difficile pensare che di li a breve la popolazione abruzzese avesse la forza e il coraggio per rialzarsi in tempi brevissimi, unito e fiero, cercando nella forza che la disperazione semina, di ricostruire una regione profondamente ferita. Al di là dell’impegno delle figure politicamente e socialmente più influenti per dare subito una spinta alla ricostruzione, come ad esempio il celebre presentatore Bruno Vespa, quello che ha stupito l’opinione pubblica è stata la massiccia presenza nei giorni successivi al terremoto di immensi gruppi di ragazzi dai 18 ai 35 anni scendere per le strade e coadiuvare insieme alla Protezione Civile i soccorsi, armandosi di pale e picconi per scavare anche tra le macerie di paesi completamente rasi al suolo, nei quali molti di loro hanno visto parenti e amici morire in quelle tragiche ore.

La campagna Giovani per l’Abruzzo

Costituita dal Ministero per la Gioventù all’indomani del sisma aquilano, la campagna Giovani per l’Abruzzo è stato il grido d’appello dello Stato a cercare nei giovani di varie discipline l’aiuto indispensabile per gestire il momento di emergenza. A poche ore dal sisma erano già in 4000 ad aver contattato il Ministero per offrire il loro sostegno pratico al momento drammatico. Giovani Ingegneri, cuochi, infermieri, dottori, tutti messisi a disposizione dove ce ne fosse stato bisogno. Fu proprio questo smisurato impegno giovanile a dare il via ad un progetto tra Regione Abruzzo e Ministero per la creazione del “Villaggio della Gioventù”. Quest’ultimo sarà un luogo dove i giovani abruzzesi potranno affermare le loro capacità in ogni ambito, a cominciare da quello artistico, con progetti di natura musicale, teatrale ecc.. Ma anche nello sport, con spazi appositamente realizzati per allenarsi o migliorare le doti già possedute, e poi biblioteche, accessi multimediali e luoghi di aggregazione dove studiare e confrontarsi. Proprio il confronto sarà il tema portante del progetto, quel confronto teso a favorire l’aggregazione sociale, opportunità dalla quale spesso nascono grandi sogni che successivamente diventano progetti vincenti e meritevoli di finanziamento magari pubblico, come i fondi per l’imprenditoria giovanile. Saranno in molte le associazioni e le organizzazioni che supporteranno il progetto del Villaggio della Gioventù, e a tal proposito quest’ultime chiedono anche l’apporto di chiunque abbia suggerimenti o proposte su come arricchire tale iniziativa.

Foto: Stefan Lochmann – Fotolia

La Costa dei Trabocchi, l’Abruzzo terra di antiche tradizioni

Meraviglie d'AbruzzoAbruzzo è si conosciuto molto per la straordinaria ricchezza in termini di flora e fauna, depositario dei più bei parchi nazionali, terra nella quale è presente l’unico esemplare di orso italiano, conosciuto come l’Orso Marsicano, ma è anche una realtà fatta di coste polimorfiche e caratteristiche nelle quali risaltano delle costruzioni antiche ma moderne al tempo stesso, stiamo parlando dei Trabocchi.

I Trabocchi opere complesse dell’ingegneria nel campo della pesca

Nella zona costiera dell’Abruzzo e per la precisione nel tratto che va da Ortona a Chieti, è possibile trovare scorci paesaggistici marini che in molti tratti assomigliano a quelli che è possibile vedere in paesi che affacciano sull’oceano Atlantico come ad esempio il Portogallo. Sono queste le zone conosciute come la costa dei Trabocchi, strutture che si erigono su delle palafitte che partendo dalla costa si spingono per alcune decine di metri nel mare. Hanno un’origine antichissima, strutturati in maniera da rendere leggera e robusta la costruzione sono dotate di una lunghissima passerella che porta al complesso centrale che si apre verso l’Adriatico, sulla quale è presente un’enorme rete da pesca chiamata bilancia, che altro non è che una croce realizzata con due traverse di materiale legnoso e metallico che le conferiscono molta elasticità ai capi della quale è legata un’enorme rete quadrata che scendendo in acqua e successivamente rialzata porta nel suo centro le prede ittiche classiche di questa zona. Sono costruzioni che non è possibile trovare in nessun’altra parte d’Italia, a meno che non vengano considerate le postazioni bilanciere degli estuari di molte zone salmastre tra Lazio e Toscana o nelle valli di Comacchio.

I Trabocchi, costante interesse turistico in Abruzzo

Tutto lo scenario prima elencato, sta dando a questa regione e nella fattispecie a questa zona litoranea un enorme interesse turistico. Infatti sono molte centinaia di persone all’anno, e non solo nel periodo estivo che si recano nella provincia di Chieti per restare affascinati da questo spettacolo così autoctono e che fa da cornice ad una grande tradizione enogastronomica. I Trabocchi hanno trovato nella legge regionale del 1994 quell’energia che serviva per il loro rilancio. Infatti con questa delibera si sono recuperati la stragrande maggioranza delle strutture che fine a quel periodo erano ormai in stato di grande abbandono. La loro origine comunque risulta in parte oscura ancor oggi, la nascita dovrebbe essere datata intorno all’ottavo sec. d.C. quando si volle incrementare la produzione di cibo da parte della popolazione principalmente di estrazione pastorale. E’ quindi facile credere che i Trabocchi siano stati costruiti dalla popolazione dell’entroterra che non era certo esperta di costruzioni navali e di navigazione, riuscendo a creare un anello di collegamento tra terra e mare che avesse caratteristiche comuni ad entrambi gli ambienti. L’atmosfera d’altri tempi che la Costa dei Trabocchi è in grado di suscitare è la principale motivazione per la quale si resta sbigottiti di fronte allo spettacolo rurale e marino che sanno trasmettere a tutti coloro che si fermano a mirarli, magari in concomitanza di un favoloso tramonto.

Foto: Oliver Seidel

La Politica della Regione Abruzzo a due anni dal sisma

Come superare la crisiLa crisi economica nella quale versa la nostra nazione è il problema principale che lo Stato cerca di affrontare, ma c’è una Regione in Italia che più di ogni altra sente la pressione di una popolazione che non solo combatte contro la recessione, ma che vede la loro situazione economica aggravata dai postumi del sisma del 2009, l’Abruzzo appunto.

Progetti e impegni della politica in Abruzzo

Proprio in questa settimana si è tenuta la riunione del Patto per lo Sviluppo Abruzzese, a Pescara si sono visti allo stesso tavolo il presidente della Regione Gianni Chiodi con l’assessore allo Sviluppo Economico Alfredo Castiglione. Il tema ovviamente è stato il prossimo piano per gli investimenti del periodo che andrà dal 2014 al 2020, e cosa ancor più importante è stata la presenza al tavolo della riunione non solo delle cariche politiche del PDL che attualmente detiene la guida della regione e dell’opposizione del PD, ma anche le parti sociali dei sindacati e delle associazioni di categoria. Il presidente Chiodi ha tenuto a sottolineare che l’Abruzzo si trova di fronte ad un’opportunità storica data dallo sblocco dei fondi FAS, che daranno l’opportunità di finanziare tutti i progetti pubblici e privati che arriveranno sul tavolo della Regione. Grande importanza rivestirà il campo dei servizi sociali e dell’innovazione tecnologica, ma anche la possibilità di ridurre le tasse che gravano sul tessuto economico abruzzese, dando la possibilità di alleggerire i costi della messa in opera e dell’esercizio stesso.

La classe politica abruzzese detta le linee guida delle prossime priorità

La prima, la più importante è la verifica dei fondi strutturali per il periodo in oggetto, partendo da azioni mirate e sinergiche che supportino Sviluppo e la Coesione Sociale, andando ad operare in primo luogo nelle aree di crisi, dove il sisma del 2009 ha provocato i danni più profondi , arrivando a cambiare la morfologia di paesi interi che devono ricominciare daccapo. Interventi strutturali saranno fatti anche dalle associazioni come Confidi e Confindustria, che saranno volano per quella rinascita che in questa Regione molti auspicano, infatti anche se i fondi Par e Fesr daranno un convincente impulso alla ricrescita sarà necessario che le realtà del credito, come ad esempio le banche, tornino ad investire in maniera massiccia sul territorio, dando la possibilità di ampio respiro ad un tessuto molto fragile attualmente. Ma i fondi saranno comunque divisi non solo tra le zone sofferenti del dopo sisma, ma anche le zone del litorale Adriatico saranno oggetto di investimenti e di piani di sviluppo. Grande spinta sarà dato al comparto turistico, che vede nella zona che va dalla provincia di Teramo a quella di Chieti una potenzialità a livello di accoglienza e di offerta nei divertimenti di tutto rispetto, ma ancora non sviluppato a causa delle politiche molto spesso illegali delle amministrazioni provinciali, che hanno favorito sempre l’interesse di lobby e fazioni politiche discutibili.

Foto: picsfive – Fotolia

La Regione Dei Parchi: l’Abruzzo

Il verde abruzzeseL’Abruzzo è la regione in Italia con il più alto numero di ettari boschivi, e che è rinomata per la tutela e la salvaguardia che esercita nei confronti di questo enorme patrimonio naturalistico con una considerevole quota di spazio protetto che ammonta a poco più di 300000 ettari.

I Parchi abruzzesi: Storia e Natura

In Abruzzo possiamo trovare tre parchi di importanza nazionale a cominciare dal primo, il Parco Nazionale d’Abruzzo, risalente come istituzione al 1923, seguono a ruota quello del Gran Sasso che prende il nome dall’omonimo monte facente parte della catena della Majella e per ultimo il Parco regionale Sirente-Velino. Negli anni 2000, nasce il Progetto Rete Natura, che porta all’istituzione di centotrenta siti di importanza comunitaria (più conosciuti con il loro acronimo SIC) e addirittura a quattro zone di protezione speciale, ed attualmente l’Abruzzo è la regione italiana più tutelata nel contesto nazionale. E’ importante sottolineare l’immensa offerta ricettiva della regione dei Parchi, sono infatti decine le strutture alberghiere che offrono soggiorni per tutte le tasche, con un variegato planning fatto di escursioni, eventi gastronomici, di arte e cultura, in una zona che oltre a possedere bellezze naturali di altissima levatura ha anche a disposizione una storia secolare che ben si concretizza nelle strutture architettoniche sparse su tutto il territorio. Discreta importanza ricoprono anche le zone sciistiche come Pescasseroli e Villetta Barrea da sempre mete invernali per le famiglie e le comitive, che offrono con una spesa accessibile un mare di servizi per chi ama sciare o fare snowboard, ma soprattutto per chi vuole concedersi un finesettimana all’insegna del sano relax tra i monti abruzzesi.

Flora e Fauna della Regione dei Parchi

Da sempre considerata bacino floro-faunistico della nostra nazione, la Regione dei Parchi vede un numero di piante e animali autoctoni impressionante. Ma la caratteristica che più affascina di queste zone è la loro natura selvaggia, ancor oggi posseduta in un mondo altamente sviluppato. Non è raro a livello vegetale trovare commistioni di specie che solitamente non potrebbero convivere nello stesso habitat, a causa della differenza climatica che differenzia geograficamente la loro diffusione. E’ il curioso caso di endemismi che si presentano regolarmente in queste zone, e cioè la particolarità di ritrovare in pochi chilometri e su altitudini differenti, specie che necessitano di condizioni diametralmente opposte per sopravvivere. Tutto questo si realizza grazie alla molteplicità di elementi naturali che trovano nella combinazione di mare, monti e correnti il giusto mix per permettere eventi simili. Una delle specie vegetali più affascinanti è il Pino Mugo, che è diffuso sulla Majella, è una pianta nana alta non più di un metro e mezzo che forma estese mughete, molto rara nel resto del paese. Ma la Regione dei Parchi è conosciutissima a livello anche faunistico, infatti spesso è possibile incontrare camosci, stambecchi e cervi che popolano in abbondanza le zone scoscese dell’Appennino, oltre a possedere la più grande colonia di lupi di tutto il centro Italia. Una menzione particolare la merita l’unica specie di Orso Italiano presente nel nostro paese e cioè l’Orso marsicano, che fra tutti i plantigradi non è proprio il più piccolo. Ma troviamo anche tantissimi rapaci come l’Aquila reale, il falco pellegrino e il rarissimo piviere tortolino.

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Le grandi potenzialità turistiche dell’Abruzzo

Abruzzo: una regione da scoprireSi sa l’Italia è il bel paese per antonomasia, nazione ricca di innumerevoli bellezze, eppure molto spesso ci sono luoghi e regioni che nonostante grandissime potenzialità vivono uno stato di parziale torpore dal punto di vista turistico, quasi come se il volano delle bellezze paesaggistiche e l’impegno di una piccola fascia di modesti imprenditori fosse un risultato apprezzabile dal lato economico-turistico.

Una terra l’Abruzzo che deve molto al territorio e alla posizione geografica

Delle venti regioni italiane, certamente l’Abruzzo è una delle più conosciute negli ultimi tre anni non certo per felici vicissitudini, ricordiamo il grande terremoto dell’Aquila avvenuto il 6 aprile del 2009 che con un’intensità di quasi sei gradi Ricther rase al suolo moltissimi paesi e borghi oltre a provocare ingentissimi danni proprio al capoluogo. Eppure l’Abruzzo è una regione che offre così tanti piatti ai buongustai del turismo che risulta difficile credere invece che tutto ciò che questo posto offre sono piccole realtà a volte male organizzate. In questi luoghi troviamo ogni sorta di paesaggio, basti pensare che l’Abruzzo confina ad est con il mare Adriatico, a nord con le Marche e a sud-ovest con il Molise, si trovano i due più alti monti della catena appenninica come il Gran Sasso e la Maiella, tra l’altro proprio nella zona del Gran Sasso troviamo lo splendido parco riserva naturale che porta l’omonimo nome, per non parlare poi delle zone come Pescasseroli, Rivisondoli e Villetta Barrea che ogni anno nei periodi invernali sono ottime mete montane per gli appassionati della neve. Possiamo parlare anche del litorale abruzzese, uno tra i più polimorfici della nostra nazione, coste che alternano immense spiagge a tratti rocciosi quasi a strapiombo sul mare, dove quest’ultimo si distingue per pulizia e incontaminazione. Conosciuto anche col nome di Litorale dei Trabocchi grazie a queste curiose piattaforme che si allungano per alcune decine di metri in acqua partendo dalla costa e utilizzate dai pescatori tanti anni fa, le località di mare abruzzesi offrono scorci e spettacoli che, a meno che non si scenda per molti chilometri verso sud, è difficile trovare sul mare Adriatico.

L’Abruzzo terra di specialità enogastronomiche e di profumi culinari

Nel caso non bastassero le bellezze paesaggistiche di questa regione, è possibile imbattersi anche in una ampia e collaudata tradizione gastronomica, con preparazioni a base soprattutto di carne. Nel comparto dei primi troviamo moltissimi piatti a base di pasta fatta in casa, dove un tipico esempio lo possiamo trovare nei famosissimi spaghetti alla chitarra i quali vengono conditi con sughi di castrato o salsiccia, o i maccheroni alla molinara e i cannelloni all’abruzzese ripieni con un misto di carne tra pollo maiale e manzo, finendo anche alle paste unite a molti legumi o vegetali, come nel caso delle sagne ai fagioli. Per quel che riguarda i secondi l’Abruzzo affonda pienamente le radici nella sua tradizione pastorale di grandi allevamenti di ovini, primi fra tutti gli arrosticini, che sono piccoli spiedini realizzati con un taglio cubico molto stretto, troviamo l’agnello realizzato in ogni cottura e condimento, come l’agnello cacio e ovo o l’agnello al cotturo. Ma anche alcuni piatti di pesce sono rinomati come i brodetti, che sono zuppe di pesce diffusi solitamente sulla costa tra Giulianova e Vasto. Finiamo con vini rossi pastosi che bene accompagnano i piatti su citati, come il Montepulciano d’Abruzzo e il Cerasuolo, o leggeri bianchi come il collaudato Trebbiano.

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Origini e storia dell’Abruzzo

Storia abruzzeseE’ una delle Regioni italiane che vanta origini risalenti all’era Paleolitica, da sempre considerata terra benevola e protettrice grazie ad un territorio dal clima mite e dalla presenza di zone che ben si prestano all’agricoltura, alla pesca ma soprattutto alla difesa.

I primi insediamenti in Abruzzo

La Valle della Vibrata è una delle testimonianze storiche più evidenti in Abruzzo dal punto di vista antropologico, in essa si raccolgono i resti di antichissimi villaggi paleolitici con capanne a pianta circolare. La Regione successivamente al periodo Neolitico fu abitata dai Sabini e Marsi, popolazioni di origine indoeuropea che con l’avvento dell’era Romana e la dominazione a seguito delle politiche espansionistiche dell’Impero vennero assoggettate senza poter opporre resistenza agli eserciti romani. Fu grazie all’Imperatore Augusto che inconsapevole delle sue azioni, in seguito alla divisione per province della regione Italica diede la possibilità all’Abruzzo dopo la formazione della Provincia Valeria di iniziare ad essere fortemente influenzato dal Cristianesimo, ed è proprio in questo periodo che la zona vede il moltiplicarsi della costruzione di monasteri. Purtroppo la devastazione che sopraggiunse all’invasione dei Longobardi con la caduta dell’Impero Romano colpì fortemente questa regione, che alle porte del 600 d.C. venne annessa al ducato di Spoleto.

I confini mutabili dell’Abruzzo negli anni successivi all’Impero Romano

Questa Regione vide dal 600 d.C. in poi decenni di grandi sconvolgimenti perimetrali, infatti le continue guerre interne videro la modifica frequente dei suoi confini, e anche la frammentazione in diverse contadi tra cui la Sabina che venne annessa allo stato Pontificio nei primi anni del 900 d.C. Fu solo con la conquista ad opera dei Normanni nel dodicesimo secolo, che la regione venne riunificata andando ad arricchire i possedimenti del Regno di Sicilia, anzi la riunificazione fu proprio volontà di Federico II di Svevia che nel 1222 proclamò l’Abruzzo come unica regione con capoluogo Sulmona. E’ proprio in questo periodo, sotto l’egida di Federico II che queste zone vedono uno sviluppo costante, prima con la fondazione della città dell’Aquila e successivamente con l’istituzione dei Giustizierati , dove l’Abruzzo fu uno degli undici proclamati. Successivamente tornò ad essere diviso in due regioni con l’avvento della guerra tra Aragonesi e Angioini e con il re di Napoli Giuseppe Bonaparte nel 1806 suddivise il territorio in due province, Abruzzo Ulteriore Primo e Abruzzo Ulteriore Secondo, che rimasero parte integrante del Regno di Napoli prima e delle Due Sicilie dopo per sette secoli. Fu nel 1927 che l’Abruzzo venne unito al Molise creando la grande regione d’Abruzzo e Molise, anche se nel 1963 il Molise prende la sua indipendenza territoriale con capoluogo Campobasso, modificando di nuovo i confini nella regione come attualmente la conosciamo.

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